Federica Marini

Ricercatrice presso la Divisione di Chirurgia Toracica dell'Istituto Europeo di Oncologia
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I talenti della Ricerca – Federica Marini

Federica Marini è una ricercatrice post dottorato presso l’Istituto Europeo di Oncologia.

Spiegaci qualcosa in più sulla tua Ricerca?

Studio i biomarcatori tumorali da siero in pazienti affetti da tumore al polmone attraverso tecniche di spettrometria di massa. Lo scopo del mio progetto è quello di analizzare i campioni di sieri in pazienti che hanno tumore al polmone e evidenziare dei possibili biomarcatori proteici in modo da poter prevenire l’inizio della patologia anziché arrivare a stadi avanzati in cui la massa tumorale già e sviluppata. Il progetto è inserito all’interno del Programma Polmone dello IEO e i campioni ci vengono forniti direttamente dal gruppo del professor Spaggiari.

Quali sono gli obiettivi della tua Ricerca e quali risultati hai raggiunto?

Dal nostro studio sono emersi dei candidati proteici che sembrano essere maggiormente espressi in campioni di pazienti malati rispetto a donatori sani, suggerendo la possibilità di esistenza di biomarcatori tumorali in siero. Il mio team è molto multidisciplinare: ci sono figure laureate in biologia, in biotecnologia, in chimica e in bioinfomatica.

Qual è il tuo percorso di studi?

Mi sono laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutica alla Sapienza di Roma nel gennaio del 2016. Il mio primo approccio alla Ricerca è stato durante la mia tesi di laurea, durata circa un anno e mezzo che ho svolto in parte presso la Sapienza e in parte presso il policlinico Agostino Gemelli di Roma. L’argomento della mia tesi di laurea è stata la sintesi e la caratterizzazione di un potenziale radiofarmaco da utilizzare nei tumori testa collo recidivanti. Successivamente conseguito una Dottorato di Ricerca in Biochimica presso l’Università del sacro Cuore di Roma.

Da quanto tempo ti occupi di Ricerca e come mai sei diventato una ricercatrice?

Mi occupo di ricerca da 4 anni. L’idea di diventare una ricercatrice c’è sempre stata poi durante la tesi sperimentale quando ho potuto toccare con mano la realtà del laboratorio e ho potuto vedere cosa significa seguire un progetto dall’inizio alla fine ne sono rimasta affascinata. Mi sono resa conto davvero dell’enorme potenziale della Ricerca e ho voluto intraprendere questa strada.

Di cosa ha bisogno oggi un ricercatore come te?

I ricercatori hanno bisogno di fiducia da parte di tutti. Per puntare al progresso c’è bisogno di credere e investire nella Ricerca.

Quanto è importante il sostegno dei nostri donatori?

Fondamentale, soprattutto in un paese come l’Italia in cui ci sono pochissime risorse pubbliche devolute alla ricerca.

Quanto è importante avere fiducia nella Ricerca?

Fondamentale, e non deve essere una speranza ma un impegno per tutti. La fiducia nella Ricerca è il motivo per cui mi sveglio ogni mattina e vengo in laboratorio. Per fare questo lavoro ci devi credere perché non sempre si riesce a raggiungere l’obiettivo nei tempi desiderati. Per fare ricerca c’è bisogno di tempo e di una forte motivazione da parte di tutte le persone coinvolte.

Ci racconti una tua giornata tipo?

Quando la mattina entro in laboratorio so che ci saranno 10/11 ore di laboratorio davanti a me. In genere si dividono in ricerca sperimentale, analisi dei dati e tanto studio. Come ricercatori dobbiamo essere sempre aggiornati sugli ultimi studi perché qualsiasi articolo può essere un input importante sia per capire se stiamo andando nella direzione giusta ma anche magari per vedere che alcune strade sono già state battute e non ha portato a nessun risultato. A prescindere dall’età che ha ogni ricercatore deve continuare a studiare. Altra attività è quella legata alla scrittura di articoli, paper o progetti.

Come ci si sente quando si scopre qualcosa di nuovo?

Senti che la strada che hai scelto, è quella giusta, per te e per tutti. Quando esce la tua pubblicazione è il momento in cui il tuo lavoro viene effettivamente riconosciuto anche da altri ricercatori più esperti e che hanno raggiunto risultati più importanti. Nella ricerca c’è anche una sana competizione nell’arrivare primi a scoprire qualcosa e l’idea che magari tra qualche anno una persona potrà essere curata grazie a quello che hai scritto e scoperto tu ci ripaga di tutti i sacrifici fatti dentro e fuori il laboratorio. L’ambito oncologico per un ricercatore oggi è uno dei settori più stimolanti sia per quanto riguarda i numeri di pazienti che, soprattutto nelle società occidentali compliscono sempre più persone. Poter dare un contributo, anche minimo nella guarigione dei pazienti oncologici è la molla di tutto. Il voler lavorare in ambito oncologico è stato assolutamente mirato e in Italia ho scelto la struttura che secondo me rappresenta l’eccellenza nella Ricerca come lo IEO.

Che ruolo ha la condivisione dei percorsi e dei risultati nella tua vita professionale?

Fondamentale, nessun fa ricerca da solo! È una battaglia che si affronta insieme!

La borsa di studio di Federica Marini è stata finanziata attraverso i Contributi da Fondi Vincolati. Con questi fondi finanziamo iniziative mirate, come Borse di Studio per giovani ricercatori, in linea con le condizioni stabilite di destinazione e/o vincolo.
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Federica Marini
Ricercatrice presso la Divisione di Chirurgia Toracica dell'Istituto Europeo di Oncologia