Nel mondo della medicina oncologica, la FISICA MEDICA rappresenta una disciplina cruciale che unisce scienza applicata, tecnologia avanzata e responsabilità clinica. All’interno di ospedali e istituti di ricerca come l’Istituto Europeo di Oncologia, il ruolo del Fisico Medico è centrale nella gestione delle apparecchiature diagnostiche e terapeutiche, nella pianificazione dei trattamenti e nella sicurezza radiologica.
Tra i professionisti che hanno accompagnato l’evoluzione della FISICA MEDICA in ambito oncologico, la Dott.ssa Federica Cattani, Direttrice dell’Unità di Fisica Sanitaria dello IEO, è una voce autorevole. “Il nostro lavoro si muove sul confine tra rigore scientifico e impatto reale sulla qualità delle cure”, afferma. “Ogni giorno affrontiamo sfide tecnologiche e cliniche con l’obiettivo di garantire trattamenti sempre più precisi, efficaci e sicuri”.
Un ruolo tecnico, clinico e interdisciplinare
Il Fisico Medico si occupa di molteplici attività ad alto contenuto tecnologico e scientifico, tra cui:
- La gestione delle apparecchiature radiologiche (TAC, risonanze magnetiche, acceleratori lineari) e la verifica del loro corretto funzionamento.
- L’elaborazione di piani di trattamento radioterapico personalizzati, sviluppati in collaborazione con il medico radioterapista, per colpire con precisione le cellule tumorali e risparmiare il più possibile i tessuti sani.
- Il controllo di qualità dei dispositivi utilizzati in ambito diagnostico e terapeutico.
- La protezione radiologica di pazienti, operatori sanitari e ambiente ospedaliero.
La FISICA MEDICA si caratterizza per un forte approccio interdisciplinare: il Fisico Medico lavora a stretto contatto con medici, tecnici di radiologia, ingegneri clinici e altri professionisti della salute, contribuendo alla risoluzione di problemi complessi e all’ottimizzazione delle procedure.
Una professione in costante evoluzione
Negli ultimi decenni, la FISICA MEDICA si è trasformata profondamente. Allo IEO, l’Unità di Fisica Sanitaria – nata insieme all’istituto nel 1994 – è cresciuta fino a contare oggi circa 16 professionisti altamente qualificati.
“In trent’anni ho visto cambiare radicalmente il nostro campo, dalla radiodiagnostica classica alla medicina nucleare, fino all’introduzione di tecniche di trattamento sempre più sofisticate, come la protonterapia e l’integrazione dell’intelligenza artificiale”, racconta la Dott.ssa Cattani. “Restare aggiornati non è un’opzione, è parte integrante della nostra responsabilità.”
Il percorso per diventare Fisico Medico
Per accedere alla professione, è necessario seguire un percorso formativo altamente specializzato:
- Laurea in Fisica, che fornisce le basi teoriche;
- Scuola di Specializzazione in Fisica Medica (4 anni), con formazione clinica integrata;
- Esperienza sul campo in ambito ospedaliero, attraverso tirocini e attività in reparto.
Il risultato è una figura professionale che unisce rigore scientifico, capacità analitica e sensibilità clinica, contribuendo in modo concreto alla qualità della cura.
Tecnologia al servizio della salute
Nel presente – e ancor più nel futuro – il Fisico Medico è chiamato a gestire tecnologie in continua evoluzione, dalla diagnostica per immagini alla pianificazione automatizzata dei trattamenti radioterapici. L’intelligenza artificiale, in particolare, sta contribuendo a migliorare la precisione delle dosi, la previsione degli effetti collaterali e l’adattamento delle terapie in tempo reale.
Il valore di questa figura professionale, sottolinea la Dott.ssa Cattani, “risiede nella capacità di integrare sapere scientifico e attenzione al paziente. È questo che rende il nostro lavoro tanto tecnico quanto profondamente umano.”
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